L’importanza di chiamarsi Urbis

Urbis Project

Urbis project

E’ da tempo che non ci affacciamo al nostro blog, alla nostra newsletter, che non scriviamo qualcosa di differente (già di differente) rispetto alle novità (tante) di questi primi sette mesi di 2017.
Agosto rappresenta per certi aspetti il valico, è come (per usare un gergo Touch) se avessimo chiuso il 50% delle boe di un settore e ci apprestiamo ad avvicinarci alla soglia.
Vogliamo fare un bilancio, seppur parziale, e ricordare a chi legge che il percorso, la strada verso la dimensione di differente nel mondo del Door to Door, è intrapreso da tempo, ed è condiviso, da (quasi) tutti coloro che si avvicinano al nostro mondo, e questo ci gratifica non poco.
Sono anni ormai che lo andiamo ripetendo, e continueremo a farlo sino a quando potremo: noi di Urbis vi raccontiamo una filosofia, un modo differente di vivere questo settore, questo mondo del volantinaggio e più in generale della distribuzione, che si rivela davvero complesso.
Il nostro obiettivo non è realizzare sistemi di controllo, non cerchiamo lo strumento giusto per vessare l’agenzia, per armare l’insegna, non è questo il nostro credo.
Ci piace pensare che noi di Urbis, possiamo fornire la possibilità di operare veramente in modo differente.
Non raccontiamo di Urbis, come un modello o più modelli di controllo finalizzato a stanare il furbetto di turno, raccontiamo della nostra piattaforma, come una “casa”, come di un ambiente o una dimensione alternativa a quella che quotidianamente si vive in questo settore.
Non è compito nostro certo, spiegare che i prezzi applicati per queste attività sono molto bassi, spesso anche al di sotto della sostenibilità; non è nostro il compito di convincere che in questo settore possano esistere aziende vere e proprie oltre che artigiani del volantinaggio che danno il trecento per cento per mettere in mostra la loro qualità; non è nostro il compito di dare consapevolezza che oggi in Italia il media del volantino è ancora un canale importante di comunicazione non solo per GDO.
Noi abbiamo solo un dovere, dimostrare a questo settore, che esiste qualità, che c’è tanto buono e tanta professionalità in questo ambito; e lo possiamo fare grazie alla tecnologia, che pervade ormai gran parte degli ambiti della nostra quotidianità.
Abbiamo il dovere di mettere in campo parole e strumenti come Geomarketing, GIS, GPS; questa considerazione se ci pensate è ovvia perché il 90% di questa attività si svolge sul territorio e questa è la migliore tecnologia ad esso applicabile.
E credeteci il nostro primo obiettivo è difendere le agenzie, il nostro secondo è tutelare l’investimento delle insegne.
Noi siamo ospiti in questo settore e abbiamo il dovere di portare in questo ambito suggerimenti, miglioramenti, non certo ordini, abbiamo l’obbligo di conoscere aziende, persone, né migliori, né peggiori … semplicemente differenti.

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LA CERTIFICAZIONE PIU’ GRANDE DI SEMPRE

boa_verdeIniziamo con i numeri, visto il titolo, ci sembra doveroso:
più di 16 milioni di civici da geocodificare per oltre 900.000 strade su tutto il territorio nazionale.
Più di 8.000 comuni da nord e sud, isole incluse, anche le minori!

Capite perché parliamo della più grande certificazione di sempre? perché oggi mentre stiamo raccontando di questi numeri prende avvio la consegna dello Smartbook, meglio noto come Elenco Telefonico o Pagine Gialle.
Si parte con la Puglia, in questo tour informatizzato di dati (oltre 13 milioni) che mensilmente saranno processati, per mostrare in tempo reale le ben note Boe Rosse, che si colorano di Verde.

E’ un’operazione che visti i tempi e numeri segna il passo dell’impresa, ma concede anche il metro di cosa oggi sia diventato il sistema Urbis 3.x, della sua capacità della sua presenza su l’intero territorio nazionale, della sua potenza.

Sarà la più grande certificazione di sempre e per realizzarla ItaliaOnLine, si è affidata a noi, la miglior piattaforma di certificazione di sempre.

Tralasciamo i consueti concetti, che ci accompagnano in questo nostro percorso di crescita, sottaciamo il nostro Delivery Different, sempre presente, apprezzando che l’invito al cambiamento, all’approccio totalmente tecnologico continua a generare su tutto il territorio nazionale nuovi “differenti”, votati alla ricerca ed alla tutela della loro qualità e del miglioramento del loro servizio.

L’obiettivo è, e resta questo: cercare in giro per il mondo, folli come noi, ne migliori, ne peggiori … semplicemente differenti.

#bedifferent

Certificare è sinonimo di civiltà

Che cosa significa civiltà?

Secondo Wikipedia, il termine civiltà deriva dal latino civilĭtas, a sua volta derivato dall’aggettivo civilis, da civis (“cittadino”), a sua volta derivante da civitas. In questo ambito indicava dunque l’insieme delle qualità e delle caratteristiche del membro di una comunità cittadina, nel senso di buone maniere cittadine contrapposte a rusticitas la rozzezza degli abitanti della campagna; concetto che in realtà voleva discernere l’organizzazione democratica dello Stato civile da quella individualistica ed autarchica della vita nelle campagne.

Senza entrare nel merito politico dei termini democrazia o autarchia, si evince che la sostanziale differenza tra ciò che è civile e ciò che non lo è si può riassumere in un solo concetto: il controllo.
Qualsiasi contesto civile si prenda in analisi è sempre possibile identificare al suo interno almeno un organo di controllo che come unica prerogativa ha quella di verificare che tutto vada secondo delle specifiche regole definite. Gli arbitri sportivi, gli agenti di polizia municipale, i docenti scolastici o per l’appunto i  “controllori” dei mezzi di trasporto pubblico sono solo alcuni tra gli esempi più comuni con cui interagiamo nella vita quotidiana ma ve ne sono innumerevoli ed è grazie a loro che la civiltà si autoregola.

Senza organi di controllo una società vivibile sarebbe impossibile.

Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se fosse l’allenatore di una squadra a poter stabilire quando i propri giocatori commettono o ricevono un fallo. Il ruolo di prendere decisioni ed applicare sanzioni potrebbe essere adoperato per agevolare la propria squadra?

Ovvio che sì!

Ma non si tratta di cattiva fede, è insito nella natura umana l’istinto di voler portare vantaggio ai propri interessi, solo che se tale istinto coesiste con il ruolo di controllore universale, le possibilità che i giudizi applicati sui propri concorrenti finiscano per essere più severi di quelli applicati su se stessi sono estremamente alte. Questa condizione viene definita conflitto di interesse.

Urbis opera nel settore della cassettizzazione postale da quindici anni e lo fa giudicando e certificando l’operato delle agenzie di distribuzione per garantire ai propri clienti l’efficacia delle proprie operazioni di marketing.

Tra i motivi per cui clienti del calibro di IKEA, Auchan, Coop o Eurospin si avvalgono di un organo di controllo imparziale come Urbis vi è quello di avere la certezza che il danaro speso per la produzione di volantini, depliant pubblicitari o cataloghi non vada perduto e che le agenzie di distribuzione ingaggiate svolgano il proprio lavoro nei termini stabiliti.

Purtroppo aggirare il principio etico di imparzialità non è impossibile e al cliente può capitare di incappare in agenzie di controllo che abbiano accordi o partecipazioni indirette con aziende di distribuzione che si avvalgono delle stesse piattaforme software, ma in quei casi sono sempre i risultati, i commenti e il passa parola a dare la risposta…

…perché certificare è sinonimo di civiltà!

Turi Messina

Lettura del codice a barre per il Door to Door. Ma conviene veramente?

Facciamo una dovuta premessa: questo articolo non vuole demolire la certificazione tramite lettura di codice a barre, bensì, cela l’ambizione (giudicate voi se mal riuscita) di collocare questo modello di certificazione nel suo (a nostro avviso) corretto ambito di applicazione, che non è il Door to Door.

Il risultato del nostro ragionamento è figlio di una osservazione per quanto possibile distaccata ed asettica, che dia una valutazione attendibile di quello che è il ruolo delle moderne agenzie nell’ambito della distribuzione promozionale.

Ma andiamo per gradi:

La certificazione di una distribuzione promozionale, deve essere semplice, perché è chiaro che le agenzie di pubblicità diretta, nascono con il chiaro obiettivo di distribuire e non di certificare, ma è pur vero che una agenzia di distribuzione promozionale che certifica la sua attività dà testimonianza certa della sua qualità e della sua professionalità.

Nel momento in cui una agenzia decide di certificare la sua distribuzione diretta, ha la necessità di individuare un modello quale miglior metodo di certificazione.

Un modello, che dal nostro punto di vista, non può prescindere dal:

– consentire di poter misurare le attività di consegna;

– garantire il rispetto dei tempi di chiusura di una campagna;

– raggiungere il maggior numero di contatti sul territorio;

– rendere tutto questo visibile e fruibile.

Urbis Project ha la fortuna di poter proporre tutti i modelli di certificazione riconosciuti attualmente, e questo naturalmente, consente di poterli valutare in relazione a quella che è l’attività da svolgere e stabilire quale vada utilizzato per certificare.

Come evidenziato nello schema in basso, tratto dalla nostra pagina web Project        (www.urbisproject.it/project.html‎), maggiore è il grado di interazione tra l’operatore ed il dispositivo, più il modello si allontana da una corretta applicazione alla pubblicità diretta.

modelli

 

Perchè più c’è interazione, meno il modello di certificazione è conformabile al Door to Door?

Chi legge questo post ed è attento all’operatività di una agenzia che opera sul territorio, non farà difficoltà a comprendere.

C’è un elemento che abbiamo citato prima e che resta fondamentale quando si fa distribuzione promozionale: garantire il rispetto dei tempi di chiusura di una campagna.

Operatori sul territorio, con indosso strumenti di lettura codice, localizzatori con numerosi tasti funzione, rischiano di perdere la loro primitiva funzione: distribuire, per perdersi in una attività accessoria e non primaria: certificare, la quale in questa modalità perde la sua forma di ausilio per rischiare di divenire addirittura penalizzante.

L’obiettivo è non invadere l’operatività, ma misurarla.

Per questo sono da considerare inutilizzabili o per lo meno poco funzionali tutti quei modelli di certificazione che prevedono interazione: la lettura del bar-code è uno di questi.

Sia chiaro, il bar-code o Qr-Code dal nostro punto di vista non va eliminato da questo esercizio virtuoso della distribuzione certificata; numerose sono le possibilità e gli scenari legati ad attività di marketing che si possono applicare attraverso la lettura di un codice. Ma siamo ben certi che la lettura non deve coinvolgere la certificazione e quindi la distribuzione, le quali debbono restare separate, prescindendo l’una dall’altra.

Per questo a chiusura di questo breve post vogliamo indicare anche, una volta affermata l’inopportunità della lettura di codice per il volantino, che il miglior modello di certificazione non invasivo, ma nel contempo funzionale alla supervisione delle attività di distribuzione, è quello della tracciatura semplice (www.urbisproject.it/track.html‎), chiaramente costruito su modelli normativi ben definiti (www.urbisproject.it/normativa.html‎) che diventa ottimale perché:

– non invasivo – l’operatore non deve interagire con il dispositivo;

– economico – il dispositivo è un comunissimo smartphone;

– pratico e sicuro – l’app Android e il suo utilizzo sono semplici e realizzati per garantire la tutela e privacy dell’operatore.

Per misurare poi le attività del distributore, e non quanti volantini consegna (che a nostro avviso potrebbe anche ricadere nella violazione di MISURAZIONE DELLE ATTIVITA’ DEL DIPENDENTE), c’è poi URBIS TOUCH.

Cosa èUrbis Touch? Non lo conoscete?
Chiedete info al nostro indirizzo e-mail contatto@urbisproject.it…..magari dopo le feste, non c’è fretta, c’è solo da rendersi conto che si può essere ne migliori, ne peggiori, semplicemente differenti.

Vi aspettiamo!
Buone Feste di Natale da tutto il Team di Urbis Project!

Urbis al Promotion Gift&Premium expo

 

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IL VOLANTINO CARTACEO E ON LINE: TRA TRANSAZIONE COMMERCIALE E RELAZIONE CON IL CONSUMATORE

Si tratta di un mercato da 10 miliardi di copie l’anno, vuol dire 1 milione di tonnellate di carta e la capacità di 400 Tir. Tra progettazione, carta, stampa e distribuzione, in base ai dati Nielsen, vale 1,2 miliardi di euro.

Questo più o meno oggi vale il Door to Door in Italia.

La domanda che mi pongo sulla traccia del confronto tra volantino digitale e volantino cartaceo è se veramente siamo davanti al passaggio di consegne tra l’uno e l’altro, almeno all’inizio di un percorso che porterà nel tempo ad una definitiva e completa sostituzione.

Possiamo dare risposte o almeno ragionare su un possibile scenario a breve, medio termine su cosa accadrà in questo ambito?

Le innovazioni che hanno avuto al centro del loro progetto la digitalizzazione del volantino, fanno propendere per l’idea che si arriverà un giorno alla sostituzione quasi assoluta.

Altra considerazione è quella legata a quando si abbandonerà la carta per una pubblicità diretta interamente basata sul digitale.

Non a caso ho voluto aprire il post con degli indicatori di mercato, per dimostrare quanto ancora oggi le aziende puntano sulla pubblicità diretta a mezzo volantino cartaceo.

Perché, siamo qui a porci dei dubbi, se il mondo intorno a noi ci spiega quanto è facile fare un biglietto del treno con una carta di credito e tre click su un sito o su una app, per esempio?

Io credo che il primo obiettivo del volantino non sia quello legato alla capacità di comunicare (che resta comunque un elemento importante), quanto piuttosto quello legato alla capacità di essere immediato; non a caso parliamo di pubblicità diretta (cioè di un messaggio che raggiunge il suo target direttamente, senza filtri o passaggi), non a caso parliamo di massività del messaggio promozionale, di consegna porta per porta, di un’attività dove l’obiettivo resta quello di raggiungere tutti con un messaggio di promozione, di offerta di vantaggio economico, immediata.

Potremo ragionare se questa radicalità così forte, è frutto di una “pigrizia” che non conduce alla ricerca di soluzioni alternative legate alla comunicazione diretta e massiva, (come potrebbe essere la promo televisiva per le marche), o se in effetti, l’evoluzione del digitale, del web ancora non è tale da togliere al volantino questa sua peculiare caratteristica di immediato.

Questo ragionamento, mi fa restare dell’idea che almeno per i prossimi anni (cinque, dieci?) non possiamo parlare del volantino digitale quale surrogato di quello cartaceo, ma piuttosto possiamo vedere in esso forme alternative legate alla sua consultazione, quasi fosse la digitalizzazione una implementazione che ne mostra aspetti che la carta non può mettere in evidenza.

Oltre agli ovvi motivi legati all’ambiente ed ai fattori inquinanti che sono connessi alla carta, ci sono aspetti del digitale, che come anticipato, forniscono al volantino delle prospettive di fruizione e utilizzo diverse, come per esempio quella di poter consultare più volantini cartacei in un unico ambiente digitale (web, smartphone o tablet) al fine di confrontare i prezzi su singoli prodotti per singola tipologia; geolocalizzare l’offerta per verificare quali ricadono negli store della propria zona di residenza.

Senza ordine di smentita, l’osservazione di questi anni ci mostra come il digitale può fornire una serie maggiore di capacità che la carta non concede, fornire all’utente aggiornamenti tempestivi in grado di poter ottimizzare la propria transazione economica verso una opzione di acquisto più favorevole.

Forse la strada che si traccia, forse la vera dimensione tra digitale e cartaceo legata al volantino, almeno per il prossimi anni è quella di una complementarità di prodotto, di una pubblicità diretta e finalizzata ad intercettare l’esigenza primaria del consumatore che cammina su due binari paralleli.

Non credo che il volantino digitale possa almeno per ora prescindere dal volano di comunicazione che genera l’elemento cartaceo, diciamo che la carta è la versione 1.0 e il digitale la 2.0, e al netto di questa considerazione la giusta combinazione, forse, è nell’identificare il volantino nella sua versione 1.5.

Chiudo con questa storiella che mi viene in mete quando penso al confronto tra digitale e carta: in una famiglia comune, come tante altre, passando per la cucina, il marito si accorge che la propria moglie sta facendo fare i compiti al figlio con carta e penna, lui quasi con scherno tira fuori un tablet e le mostra come sia più immediato per i compiti, l’uso di uno strumento elettronico; succede poi che la moglie stia leggendo una rivista, e sempre il marito con presunzione le mostra come attraverso il suo tablet sia più immediato leggere notizie tramite internet, e così anche quando lui la vede leggere un libro e le mostra come sia più comodo e veloce fare la stessa cosa su un tablet.

La nostra breve storiella però, si chiude con il marito in bagno nel pieno delle sue naturali funzioni fisiologiche, il quale si accorge che la carta igienica è terminata, così a gran voce, chiede alla moglie di passargli un rotolo e lei di tutta risposta fa scorrere sotto la porta un tablet con sul display l’immagine di un rotolo di carta igienica.

Fa riflettere no?

Buon 2016!!!

Rientrati tutti al lavoro???

Il nostro augurio è che voi agenzie e voi insegne tutte, che rappresentate questo settore del door to door, possiate farvi nuovi, possiate rinnovarvi, possiate essere cambiamento. Noi continueremo a farlo…SEGUITECI…

AUGURI DALLO STAFF DI URBIS

Il cambiamento è sopravvivenza.

Cambiamento, parola aperta al futuro, sinonimo di sopravvivenza.
Noi stessi siamo cambiamento, da zero anni in poi cambiamo, cresciamo, cercando di modificare la nostra esistenza.
Cambiamento, è un passaggio obbligato di ogni dimensione umana, quindi anche quella esistenziale.
Basta guardarsi intorno ed accorgersi di quante cose cambiano ogni giorno, di quanto l’istinto di sopravvivenza insito nella nostra natura, porti a modificare lo status quo di una situazione o di una cosa.

cambiamento

Urbis Project è cambiamento!
Proprio oggi, mentre esce questo articolo, la nostra piattaforma Web, festeggia il suo terzo anno di vita.
L’undici dicembre del 2013 (11/12/13!!!) veniva pubblicato on-line il sito, ed Urbis Project, cambiava la sua conformazione composta da tre soluzioni separate (urbis view, urbis track e urbis cens) in una piattaforma con otto servizi (gran parte ancora dovevano essere realizzati).
Sono passati tre anni, il progetto Urbis è terminato, assumendo il nome di Urbis 3.x, la versione definitiva della piattaforma web, prima in Italia per la gestione informatizzata della distribuzione non indirizzata: il DoorToDoor.

Siamo cambiati, e cambieremo ancora, perchè sappiamo che il cambiamento è vitale, e siamo certi che anche nel mondo della non indirizzata questo messaggio deve arrivare, profondo ed intenso, esteso a tutte le agenzie e a tutte le insegne.

Dovete cambiare! Potete cambiare!

Parliamo a tutti voi, nessuno escluso, che tenete in piedi questo settore, che producete, che gestite, che coordinate ed infine che distribuite a strettissimo contatto con il territorio.
Avete un ruolo, ve lo siete ritagliato e costruito nel tempo; avete realizzato la vostra impresa, avete permesso alla vostra azienda di crescere e difendersi dalla concorrenza.
Vivete in ambiti fatti di grandi numeri, di strategie figlie di ragionamenti, di intuizioni, di voglia, e anche di passione.
Siete manager impegnati ad osservare, a cercare di capire prima degli altri cosa accadrà.
Ma siete anche responsabili di distribuzione, coordinatori di centinaia di persone dislocate sul territorio, che vivono giornalmente nel disagio e nella difficoltà di far quadrare i conti.

Voi anche dovete essere cambiamento, per far sopravvivere questo settore, perché il Door To Door, abbia dignità di professione, di connotati simili ad una gestione aziendale; voi dovete essere cambiamento perché solo chi cambia sopravvive.

Dunque arrivati alla soglia di questo nuovo anno, di questo 2016 che ormai bussa alle porte, il nostro augurio è che voi agenzie e voi insegne tutte, che rappresentate questo settore, possiate farvi nuovi, possiate rinnovarvi, possiate essere cambiamento.
Noi continueremo a farlo.

Auguri!

Ora andrai a scrivere la storia di altre storie altrove.

Società di Roma cerca programmatore senior con approfondita conoscenza del GIS, per realizzazione progetto…“.
Iniziava così l’annuncio in quel lontano Giugno nell’anno del Signore 2010, e Vittorio Colombo aveva appena terminato il suo colloquio con Giovanni Poggi in una delle stanze (poche) del “garage”.

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Questo episodio lo abbiamo raccontato più volte nelle pagine di questo Blog, perchè è un passaggio importante nella storia di Urbis Project, e anche perchè ai posteri ed avventori di questi post, va lasciato il messaggio che Vittorio Colombo è un passaggio importante nella storia di Urbis Project.
Oggi mentre scriviamo queste poche righe, il nostro Vittorio, si accinge a iniziare una nuova avventura presso una delle più grandi aziende a livello mondiale, dove avrà un ruolo importante in un progetto a respiro globo.

Era già scritto in quel lontano Giugno di 5 anni fa, che un grande professionista come lui, presto o tardi sarebbe andato a scrivere la storia di altre storie altrove.

Noi del nostro Team non possiamo che dirgli grazie, pubblicando questo breve post, lasciato a futura menomeria e testimonianza del filo che sempre terrà legato Vittorio al mondo di Urbis che in gran parte, lui, ha contribuito a costruire durante gli anni passati insieme.

Ciao Victor! E che la fortuna sia sempre dalla tua!
W URBIS!

Gianluca Copparoni e tutto il Team di Urbis Project.

#itseasy

grazieCi siamo, siamo quasi in dirittura di arrivo, e mi viene da pensare a quanta strada è stata fatta, a quanti sguardi, quanti scambi di idee, sensazioni, convinzioni, momenti di buio e grande complessità, di stanchezza e scoramento, sono trascorsi da quel lontano 2010, quando il progetto di Urbis, era solo fantasia, e portava il primitivo nome di Cartesio.

Erano belle parole per un progetto che avrebbe visto percorrere i suoi primi passi solo tre anni dopo, in quella sera di dicembre, dell’undici dicembre, di un più vicino 2013.

Andavamo on-line per la prima volta, e ci presentavamo come una vera e propria rivoluzione.

Da non credere, e da non crederci, forse neanche noi che abbiamo realizzato la piattaforma, fino in fondo, e c’è da capirlo.

Sapete l’Italia è, e resta un paese complesso, restio al cambiamento, eppure noi ci abbiamo provato, e abbiamo cominciato a parlare alle insegne, alle agenzie, girando per l’Italia abbiamo raccontato loro del Delivery Different, di un nuovo e differente modo di fare distribuzione Door to Door.

Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare con una convinzione ogni giorno sempre maggiore.

La convinzione nasce dalle risposte che riceviamo, da quello che sentiamo dirci nel nostro cammino di presentazione e in quello che vediamo realizzarsi quotidianamente sotto i nostri occhi, a volte, semplicemente parlando con gli altri della “tua” piattaforma, e sentendoli raccontare di Urbis, quasi fosse la “loro” piattaforma, dimostrando, quanto questo sistema, sia riuscito a compenetrare nella loro organizzazione aziendale.

Questa per noi è la più grande gratificazione, sentire e capire che il settore della distribuzione massiva, sta cominciando a vedere e ragionare con i nostri occhi, quelli della distribuzione massiva 2.0.

Sappiamo che questa crescita generazionale è un atto dovuto, che noi come spesso vi raccontiamo siamo il futuro che si realizza, solo attraverso chi sposa la nostra filosofia, il nostro approccio alla distribuzione, la nostra logica.

Insomma ci siamo, Urbis 3.x è oggi già una realtà, e dal 18 ottobre 2015, sarà ufficialmente il nuovo e definitivo ambiente nel quale prenderà vita in tutta la sua interezza il progetto, così come in quel lontano 2010 lo abbiamo pensato.

E’ l’occasione, ma ce ne saranno altre, per ringraziare, indistintamente tutto il Team di Urbis, chi è passato tra le mura del nostro “garage” e chi tutti i giorni presta la sua attività per portare avanti il nostro credo delle due D.
Grazie è una parola bellissima racchiude tante sensazioni e tanto sentimento positivo in poche lettere; è una parola semplice, proprio come il nostro Urbis 3.x, è falice o meglio, #itseasy.

23 Aprile 2015: Urbis Project diventa Smart!

O meglio, Urbis Project ora è Mobile.
Quella di domani, è una tappa di questo percorso intrapreso due anni fa e che vede nel 2015 il suo anno decisivo.
La data simbolo di questo tragitto sarà il 20 Giugno, giorno in cui verrà rilasciata la versione ufficiale e finale di Urbis 3.x.
Nell’attesa, abbiamo deciso di dare ai nostri utilizzatori, un assaggio di quello che sarà il futuro di Urbis Project e della gestione informatizzata della distribuzione Door to Door da qui ai prossimi anni.


L’assaggio si chiama Urbis Mobile che dal 23 Aprile, sarà anche in versione Android, per Smartphone e Tablet.
Come per la piattaforma Web, anche in questo caso il progetto si realizza per singoli step, e rilasci di diverse versioni.
La prima versione di Urbis Mobile, prevede il servizio di “gestione terminali”, mentre nuove implementazioni con servizi aggiunti saranno fruibili ed utilizzabili entro l’estate prossima, periodo in cui è previsto il rilascio definitivo della versione Android (la versione iOS è prevista per fine anno).
L’App, è scaricabile dal Google Play Store, ed una volta installata, basterà inserire le stesse credenziali utilizzate per l’accesso alla piattaforma, per poter essere utilizzata.
Come anticipato, il servizio che sarà utilizzabile sin da subito sarà lo Stato dei Terminali.
All’interno della Piattaforma Urbis Project, questo è il servizio che consente con un unico colpo d’occhio di capire se i dispositivi stanno inviando in maniera corretta i dati al server, e dove sono posizionati sul territorio.
Speculare è la funzione all’interno dell’App, con la quale oltre a supervisionare la posizione delle squadre sul territorio, individuarne le zone in cui stanno distribuendo, sarà possibile anche calcolare il percorso qualora si volesse raggiungere l’area distribuita o in corso di distribuzione.
Teniamo a precisare che a tutela della privacy e della dignità del lavoratore, la visualizzazione avviene con un minimo di 10 minuti di ritardo rispetto alla reale posizione sul territorio dell’individuo.
Ad ogni modo l’utilità che se ne ricava da questo servizio è come detto, molteplice: conoscere se e dove la distribuzione è in corso, con quante squadre si sta svolgendo, ed avere diretto accesso all’area di distribuzione senza nessuna interazione con l’operatore che sta distribuendo.
Questa è una breve anticipazione di quello che tra qualche giorno sarete in grado di poter utilizzare.
Non ci resta che attendere il 23 Aprile.
Noi e voi insieme, siamo quelli che hanno sposato e credono che il Delivery Different è realizzabile; perché Urbis Project è il futuro e voi lo strumento per realizzarlo.
#itseasy