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IL VOLANTINO CARTACEO E ON LINE: TRA TRANSAZIONE COMMERCIALE E RELAZIONE CON IL CONSUMATORE

Si tratta di un mercato da 10 miliardi di copie l’anno, vuol dire 1 milione di tonnellate di carta e la capacità di 400 Tir. Tra progettazione, carta, stampa e distribuzione, in base ai dati Nielsen, vale 1,2 miliardi di euro.

Questo più o meno oggi vale il Door to Door in Italia.

La domanda che mi pongo sulla traccia del confronto tra volantino digitale e volantino cartaceo è se veramente siamo davanti al passaggio di consegne tra l’uno e l’altro, almeno all’inizio di un percorso che porterà nel tempo ad una definitiva e completa sostituzione.

Possiamo dare risposte o almeno ragionare su un possibile scenario a breve, medio termine su cosa accadrà in questo ambito?

Le innovazioni che hanno avuto al centro del loro progetto la digitalizzazione del volantino, fanno propendere per l’idea che si arriverà un giorno alla sostituzione quasi assoluta.

Altra considerazione è quella legata a quando si abbandonerà la carta per una pubblicità diretta interamente basata sul digitale.

Non a caso ho voluto aprire il post con degli indicatori di mercato, per dimostrare quanto ancora oggi le aziende puntano sulla pubblicità diretta a mezzo volantino cartaceo.

Perché, siamo qui a porci dei dubbi, se il mondo intorno a noi ci spiega quanto è facile fare un biglietto del treno con una carta di credito e tre click su un sito o su una app, per esempio?

Io credo che il primo obiettivo del volantino non sia quello legato alla capacità di comunicare (che resta comunque un elemento importante), quanto piuttosto quello legato alla capacità di essere immediato; non a caso parliamo di pubblicità diretta (cioè di un messaggio che raggiunge il suo target direttamente, senza filtri o passaggi), non a caso parliamo di massività del messaggio promozionale, di consegna porta per porta, di un’attività dove l’obiettivo resta quello di raggiungere tutti con un messaggio di promozione, di offerta di vantaggio economico, immediata.

Potremo ragionare se questa radicalità così forte, è frutto di una “pigrizia” che non conduce alla ricerca di soluzioni alternative legate alla comunicazione diretta e massiva, (come potrebbe essere la promo televisiva per le marche), o se in effetti, l’evoluzione del digitale, del web ancora non è tale da togliere al volantino questa sua peculiare caratteristica di immediato.

Questo ragionamento, mi fa restare dell’idea che almeno per i prossimi anni (cinque, dieci?) non possiamo parlare del volantino digitale quale surrogato di quello cartaceo, ma piuttosto possiamo vedere in esso forme alternative legate alla sua consultazione, quasi fosse la digitalizzazione una implementazione che ne mostra aspetti che la carta non può mettere in evidenza.

Oltre agli ovvi motivi legati all’ambiente ed ai fattori inquinanti che sono connessi alla carta, ci sono aspetti del digitale, che come anticipato, forniscono al volantino delle prospettive di fruizione e utilizzo diverse, come per esempio quella di poter consultare più volantini cartacei in un unico ambiente digitale (web, smartphone o tablet) al fine di confrontare i prezzi su singoli prodotti per singola tipologia; geolocalizzare l’offerta per verificare quali ricadono negli store della propria zona di residenza.

Senza ordine di smentita, l’osservazione di questi anni ci mostra come il digitale può fornire una serie maggiore di capacità che la carta non concede, fornire all’utente aggiornamenti tempestivi in grado di poter ottimizzare la propria transazione economica verso una opzione di acquisto più favorevole.

Forse la strada che si traccia, forse la vera dimensione tra digitale e cartaceo legata al volantino, almeno per il prossimi anni è quella di una complementarità di prodotto, di una pubblicità diretta e finalizzata ad intercettare l’esigenza primaria del consumatore che cammina su due binari paralleli.

Non credo che il volantino digitale possa almeno per ora prescindere dal volano di comunicazione che genera l’elemento cartaceo, diciamo che la carta è la versione 1.0 e il digitale la 2.0, e al netto di questa considerazione la giusta combinazione, forse, è nell’identificare il volantino nella sua versione 1.5.

Chiudo con questa storiella che mi viene in mete quando penso al confronto tra digitale e carta: in una famiglia comune, come tante altre, passando per la cucina, il marito si accorge che la propria moglie sta facendo fare i compiti al figlio con carta e penna, lui quasi con scherno tira fuori un tablet e le mostra come sia più immediato per i compiti, l’uso di uno strumento elettronico; succede poi che la moglie stia leggendo una rivista, e sempre il marito con presunzione le mostra come attraverso il suo tablet sia più immediato leggere notizie tramite internet, e così anche quando lui la vede leggere un libro e le mostra come sia più comodo e veloce fare la stessa cosa su un tablet.

La nostra breve storiella però, si chiude con il marito in bagno nel pieno delle sue naturali funzioni fisiologiche, il quale si accorge che la carta igienica è terminata, così a gran voce, chiede alla moglie di passargli un rotolo e lei di tutta risposta fa scorrere sotto la porta un tablet con sul display l’immagine di un rotolo di carta igienica.

Fa riflettere no?

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