Lettura del codice a barre per il Door to Door. Ma conviene veramente?

Facciamo una dovuta premessa: questo articolo non vuole demolire la certificazione tramite lettura di codice a barre, bensì, cela l’ambizione (giudicate voi se mal riuscita) di collocare questo modello di certificazione nel suo (a nostro avviso) corretto ambito di applicazione, che non è il Door to Door.

Il risultato del nostro ragionamento è figlio di una osservazione per quanto possibile distaccata ed asettica, che dia una valutazione attendibile di quello che è il ruolo delle moderne agenzie nell’ambito della distribuzione promozionale.

Ma andiamo per gradi:

La certificazione di una distribuzione promozionale, deve essere semplice, perché è chiaro che le agenzie di pubblicità diretta, nascono con il chiaro obiettivo di distribuire e non di certificare, ma è pur vero che una agenzia di distribuzione promozionale che certifica la sua attività dà testimonianza certa della sua qualità e della sua professionalità.

Nel momento in cui una agenzia decide di certificare la sua distribuzione diretta, ha la necessità di individuare un modello quale miglior metodo di certificazione.

Un modello, che dal nostro punto di vista, non può prescindere dal:

– consentire di poter misurare le attività di consegna;

– garantire il rispetto dei tempi di chiusura di una campagna;

– raggiungere il maggior numero di contatti sul territorio;

– rendere tutto questo visibile e fruibile.

Urbis Project ha la fortuna di poter proporre tutti i modelli di certificazione riconosciuti attualmente, e questo naturalmente, consente di poterli valutare in relazione a quella che è l’attività da svolgere e stabilire quale vada utilizzato per certificare.

Come evidenziato nello schema in basso, tratto dalla nostra pagina web Project        (www.urbisproject.it/project.html‎), maggiore è il grado di interazione tra l’operatore ed il dispositivo, più il modello si allontana da una corretta applicazione alla pubblicità diretta.

modelli

 

Perchè più c’è interazione, meno il modello di certificazione è conformabile al Door to Door?

Chi legge questo post ed è attento all’operatività di una agenzia che opera sul territorio, non farà difficoltà a comprendere.

C’è un elemento che abbiamo citato prima e che resta fondamentale quando si fa distribuzione promozionale: garantire il rispetto dei tempi di chiusura di una campagna.

Operatori sul territorio, con indosso strumenti di lettura codice, localizzatori con numerosi tasti funzione, rischiano di perdere la loro primitiva funzione: distribuire, per perdersi in una attività accessoria e non primaria: certificare, la quale in questa modalità perde la sua forma di ausilio per rischiare di divenire addirittura penalizzante.

L’obiettivo è non invadere l’operatività, ma misurarla.

Per questo sono da considerare inutilizzabili o per lo meno poco funzionali tutti quei modelli di certificazione che prevedono interazione: la lettura del bar-code è uno di questi.

Sia chiaro, il bar-code o Qr-Code dal nostro punto di vista non va eliminato da questo esercizio virtuoso della distribuzione certificata; numerose sono le possibilità e gli scenari legati ad attività di marketing che si possono applicare attraverso la lettura di un codice. Ma siamo ben certi che la lettura non deve coinvolgere la certificazione e quindi la distribuzione, le quali debbono restare separate, prescindendo l’una dall’altra.

Per questo a chiusura di questo breve post vogliamo indicare anche, una volta affermata l’inopportunità della lettura di codice per il volantino, che il miglior modello di certificazione non invasivo, ma nel contempo funzionale alla supervisione delle attività di distribuzione, è quello della tracciatura semplice (www.urbisproject.it/track.html‎), chiaramente costruito su modelli normativi ben definiti (www.urbisproject.it/normativa.html‎) che diventa ottimale perché:

– non invasivo – l’operatore non deve interagire con il dispositivo;

– economico – il dispositivo è un comunissimo smartphone;

– pratico e sicuro – l’app Android e il suo utilizzo sono semplici e realizzati per garantire la tutela e privacy dell’operatore.

Per misurare poi le attività del distributore, e non quanti volantini consegna (che a nostro avviso potrebbe anche ricadere nella violazione di MISURAZIONE DELLE ATTIVITA’ DEL DIPENDENTE), c’è poi URBIS TOUCH.

Cosa èUrbis Touch? Non lo conoscete?
Chiedete info al nostro indirizzo e-mail contatto@urbisproject.it…..magari dopo le feste, non c’è fretta, c’è solo da rendersi conto che si può essere ne migliori, ne peggiori, semplicemente differenti.

Vi aspettiamo!
Buone Feste di Natale da tutto il Team di Urbis Project!

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