Certificare è sinonimo di civiltà

Che cosa significa civiltà?

Secondo Wikipedia, il termine civiltà deriva dal latino civilĭtas, a sua volta derivato dall’aggettivo civilis, da civis (“cittadino”), a sua volta derivante da civitas. In questo ambito indicava dunque l’insieme delle qualità e delle caratteristiche del membro di una comunità cittadina, nel senso di buone maniere cittadine contrapposte a rusticitas la rozzezza degli abitanti della campagna; concetto che in realtà voleva discernere l’organizzazione democratica dello Stato civile da quella individualistica ed autarchica della vita nelle campagne.

Senza entrare nel merito politico dei termini democrazia o autarchia, si evince che la sostanziale differenza tra ciò che è civile e ciò che non lo è si può riassumere in un solo concetto: il controllo.
Qualsiasi contesto civile si prenda in analisi è sempre possibile identificare al suo interno almeno un organo di controllo che come unica prerogativa ha quella di verificare che tutto vada secondo delle specifiche regole definite. Gli arbitri sportivi, gli agenti di polizia municipale, i docenti scolastici o per l’appunto i  “controllori” dei mezzi di trasporto pubblico sono solo alcuni tra gli esempi più comuni con cui interagiamo nella vita quotidiana ma ve ne sono innumerevoli ed è grazie a loro che la civiltà si autoregola.

Senza organi di controllo una società vivibile sarebbe impossibile.

Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se fosse l’allenatore di una squadra a poter stabilire quando i propri giocatori commettono o ricevono un fallo. Il ruolo di prendere decisioni ed applicare sanzioni potrebbe essere adoperato per agevolare la propria squadra?

Ovvio che sì!

Ma non si tratta di cattiva fede, è insito nella natura umana l’istinto di voler portare vantaggio ai propri interessi, solo che se tale istinto coesiste con il ruolo di controllore universale, le possibilità che i giudizi applicati sui propri concorrenti finiscano per essere più severi di quelli applicati su se stessi sono estremamente alte. Questa condizione viene definita conflitto di interesse.

Urbis opera nel settore della cassettizzazione postale da quindici anni e lo fa giudicando e certificando l’operato delle agenzie di distribuzione per garantire ai propri clienti l’efficacia delle proprie operazioni di marketing.

Tra i motivi per cui clienti del calibro di IKEA, Auchan, Coop o Eurospin si avvalgono di un organo di controllo imparziale come Urbis vi è quello di avere la certezza che il danaro speso per la produzione di volantini, depliant pubblicitari o cataloghi non vada perduto e che le agenzie di distribuzione ingaggiate svolgano il proprio lavoro nei termini stabiliti.

Purtroppo aggirare il principio etico di imparzialità non è impossibile e al cliente può capitare di incappare in agenzie di controllo che abbiano accordi o partecipazioni indirette con aziende di distribuzione che si avvalgono delle stesse piattaforme software, ma in quei casi sono sempre i risultati, i commenti e il passa parola a dare la risposta…

…perché certificare è sinonimo di civiltà!

Turi Messina

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